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domenica 15 febbraio 2015

Sogni ed abissi: fear and dreams...nulla di nuovo (purtroppo).

Dalla luminosa domenica di sette giorni fa,
sembra passata quasi un'eternità.
La settimana é stata quel che é stata 
e il serrato dribbling fra
raffreddore, sonni balenghi e impegni multicolore
si é rivelato abbastanza faticoso.
Dopo i tre giorni di stop dagli allenamenti, giovedì ho ripreso a pieno regime 
e tutto sommato oggi sono soddisfatto della
(lenta ma costante) 
evoluzione della mia condizione complessiva.


In previsione delle scorribande post pasquali
- anzi della madre di tutte le scorribande -
(12 Avril, The Netherlands)
.....
quel che resta del mese di febbraio e soprattutto 
una larga fetta di marzo "pazzerello"
(che tutti si augurano non sia contraddistinto da neve e venti di bufera)
cercherò di dedicarli alla corsa
  "come dico io"
oltre che alle normali attività quotidiane
che non saranno sempre 
tanto normali e quotidiane.


Tornando alla vera tristissima realtà,
anche in questi giorni come in un recentissimo passato,
_venti di guerra_ e _di morte assassina_ stringono l'Europa
in un'allucinante morsa di terrore e sangue:
scrivere di corse e di vicende frivole e "leggere"
in questo contesto mi mette quasi a disagio:
cosa dire ?
cosa augurarsi ?
cosa fare ?

Ieri sera Rachele mi ha chiesto cosa succede
se "andiamo in guerra":
la domanda mi é sembrata normale
ma i suoi occhi gonfi mi hanno fatto battere forte il cuore
perché
ho visto una paura (nascosta poco e male) per le tante notizie ed immagini di
morte e violenza che ogni giorno si rovesciano su di noi
 e soprattutto su coloro che da nord a sud, da est ad ovest,
devono sottostare a logiche di terrore, dolore e devastazione.

Impressione é che ci stiamo
scavando la fossa con le nostre mani.



Basta così,....


...testa bassa e pedalare.

Statemi bene e buona settimana a tutti.

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